Dialogo

scienza E inclusioneKEY controIl Razzismosulle Migrazionidialogoapprendimento E intuizione
Abbiamo parlato  in questo articolo  delle cosiddette credenze epistemologiche, che la lettrice potrà approfondire anche nel primo degli articoli di supporto che suggeriamo  in questa pagina . Brevemente, le credenze epistemologiche sono convinzioni che determinano l'atteggiamento di uno studente di fronte all'apprendimento della fisica, cioè, se tenterà di comprendere un sistema organico di concetti profondi, relazionati tra loro, o se farà uno sforzo per imparare a memoria frammenti di conoscenza, senza capirne il significato, con l'unico obiettivo di poterli manipolare per risolvere problemi standardizzati.

Una simile dualità di prospettive esiste nell'apprendimento di qualsiasi materia. Essendo la fisica più astratta, è meno probabile che una classe adotti spontaneamente le credenze epistemologiche adeguate e è più difficile per professoresse e professori verificare che questo succeda, ma è una condizione essenziale affinché la conoscenza abbia una qualche utilità.

Esistono prove scientifiche che provano che la discussione tra alunni permette che il maggior numero possibile di loro adotti le credenze epistemologiche corrette. È questa la premessa pedagogica alla base di KEY. Tra le varie ragione menzionate nell'articolo  scienza e inclusione  come motivo di successo pedagogico della discussione tra alunni, una ci interessa in particolar modo adesso: la paura di sbagliare induce alla ricerca di un algoritmo che possa ser applicato rapidamente e automaticamente, discutere tra alunni riduce questa paura preservando la motivazione ad apprendere, pertanto facilitando la ricerca indipendente di significato.

Vogliamo stimolare la capacità di interpretare criticamente nuova informazione, relazionarla con le conoscenze acquisite in contesti molto diversi, costruire autonomamente una visione del mondo, sottoporla a una costante riformulazione. Quest'atteggiamento non solo è ferile, ma è indispensabile molto al di là della lezione a scuola, dove il dialogo continua ad avere un ruolo fondamentale. Ma non tutte le conversazioni sono un dialogo. Internet moltiplicò esponenzialmente le opportunità di dibattere, ma è anche responsabile per aver accelerato il processo di segregazione ideologica e la diffusione di frodi intellettuali. La maggioranza delle persone che ricerca in internet opinioni opposte alle sue, non lo fa per mettersi in discussione, ma piuttosto per identificare frettolosamente e superficialmente le lacune e gli errori dell'avversario ideologico e denigrarlo.

Come possiamo avanzare verso qualcosa di più interessante? Esistono abitudini utili a questo scopo. Ammettere gli errori e cmabiare opinione, conservando la dignità e il piacere della conversazione, incoraggia altre persone a fare la stessa cosa, rende le divergenze meno minacciose, e favorisce la ricerca delle migliore opinioni che contraddicono il nostro punto di vista. Questo non eviterà che incontriamo opinioni pericolose e senza fondamento. Anche in questo caso sarà importante rispettare i difensori di queste idee, e opporgli argomenti, non accuse. In questo modo aiuteremo il nostro interlocutore a evitare due reazioni opposte ma ugualmente indesiderabili: la resistenza, cioè difesa testarda delle posizioni iniziali, o alternativamente un loro abbandono dovuto a una preoccupazione sociale piuttosto che una presa di coscienza. In ogni caso, esistono persone con le quali l'atteggiamento più aperto, diplomatico e lucido, e gli argomenti più incontestabili, non sono sufficienti a sorpassare - e addirittura alimentano - la chiusura e l'aggressività gratuita. È imprescindibile mantenere anche con questi personaggi la postura più costruttiva possibile, affinché le nostre maniere, e non le loro, diventino un esempio attraente. È un'ottima opportunità di allenare la pazienza, ma non consiglio allenamenti troppo intensi, possono essere controproducenti.

Rispettare le persone che esprimono convinzioni che troviamo offensive, è spesso la maniera più intelligente e efficace di combattere tali convinzioni. Analogamente a quello che succede in una lezione, sentirsi in diritto di sbagliare aumenta la possibilità di correggere l'errore. Non è necessario riconoscere la legittimità di una teoria per poter riconoscere la legittimità della sua difesa. Ammetto che esistono casi molto controversi, e che la condotta di cui ho preso le difese non è necessariamente la più appropriata in qualsiasi situazione. Ma le tendenza a censurare con troppa leggerezza, è decisamente quello che caratterizza la maggioranza delle controversie.

Nell'ambito di KEY 1.0, non avremo l'opportunità di espandere la funzione della discussione costruttiva a un contesto più largo di quello della lezione, ma incentiveremo molto delle competenze sociali e intellettuali necessarie affinché gli alunni e le alunne possano avanzare in questa direzione. Speriamo nel pieno successo di KEY 1.0, per poi passare a una fase successiva con obiettivi più ambiziosi.

Giancarlo Pace
Coordinatore del gruppo - Key 1.0.

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